LA PELLE PARLA DI NOI AL MONDO

da | Nov 14, 2021 | Benessere

Torniamo a parlare di pelle…

La pelle è in ogni istante in contatto con tutto ciò che ci circonda. Con lei noi incontriamo il mondo e comunichiamo con lui.
È il luogo delle relazioni, dei rapporti, degli incontri. Non a caso ci capita di dire: “mi piace a pelle…” oppure “mi infastidisce: è questione di pelle”.

“La pelle è il luogo su cui si disegna lo stato di salute del nostro rapporto con gli altri.”

Se esiste un conflitto tra noi e il mondo che ci circonda la pelle lo sente e lo esprime. 

Considera anche che il conflitto non è sempre e solo con gli altri, ma anche contro te stesso!
In questo caso ci si può trovare di fronte a conflitti interiori e, se non lasciamo vivere liberamente alcune parti di noi, cercheranno di superare i confini del nostro Io comparendo sulla pelle sotto forma di disturbi di vario tipo più o meno importanti.

La pelle riflette tutto ciò che abbiamo dentro e quindi parla di noi.
Se è morbida esprime il desiderio di essere gentili, inducendo gli altri ad avvicinarsi a noi.
Rugosa esprime “ruvidezza” nei rapporti con gli altri.
Brufolosa indica un rifiuto della propria personalità.
Una pelle secca ci parla di solitudine, mancanza di amore, tristezza.

Conoscersi attraverso i disturbi: la pelle in chiave posicosomatica

La pelle rivela tutti i nostri processi e le nostre reazioni psichiche: si diventa rossi dalla vergogna o pallidi per la paura…

“La pelle è una superficie che riflette tutti gli organi interni. Ogni turbativa di uno degli organi interni viene proiettata sulla pelle e ogni stimolazione di una zona corrispondente della pelle viene condotta verso l’interno, a rispettivo organo”.
                                                                                                                 Thorwald Dethlefsen

Questo rapporto è alla base di tutte le terapie delle zone riflesse: si può fare riferimento alla Medicina cinese, in cui il terapeuta, tramite il massaggio sul copo, controlla lo stato degli organi e li tratta, intervenendo nei punti di proiezione sulla pelle. Quello che si manifesta a livello fisico è il messaggio da cogliere su un piano molto più profondo:

“Tutto ciò che è visibile è soltanto un simbolo per ciò che è invisibile, come un’opera d’arte è l’espressione visibile dell’invisibile idea dell’artista”.

La pelle è una grande superficie proiettiva e su di essa diventano visibili processi sia somatici che psichici.

Il prurito.

Un fastidioso e gradevole pizzicore dell’epidermide ci induce a grattarci. 

Può accompagnare molti disturbi della pelle, come l’orticaria, e se si presenta da solo, ad esempio, può esprimere una certa ansia, ma anche impazienza. Quando si rivela molto forte possiamo individuare la causa nell’esasperazione legata ad una situazione vissuta come tale o ad una persona.
Anche dove si manifesta è importante: sul seno, ad esempio, denota impazienza nei confronti dei figli o del marito, sulle gambe può indicare l’impressione che le cose non vadano abbastanza velocemente…

Il termine latino “prurigo” significa prurito, ma anche lussuria. In questo termine si può leggere anche uno stimolo sessuale:

“Dietro al prurito si cela una passione, un fuoco interno, un ardore, che vuole manifestarsi…”

Si parla di qualcosa che brucia e, non a caso, il prurito è spesso accompagnato da eruzioni cutanee o macchie rosse.

Le eruzioni cutanee.

Piccole protuberanze rossastre. I brufoli sono spesso collegati all’impazienza, se costituiti da un ammasso di pus rivelano la presenza di collera.
Una eruzione ci parla di qualcosa che fino a quel momento è stato represso e, rendendosi visibile, ci comunica l’esigenza di uscire.

“Questo ci fa capire come mai, quasi tutte le malattie infantili si manifestano attraverso la pelle. Ad ogni malattia infettiva della vita di un bambino irrompe qualcosa di nuovo e porta con sé un’evoluzione. Più forte è l’eruzione, più veloce è il decorso della malattia: lo sfondamento è riuscito.”

                                                                                                                              Claudia Rainville

women s red lips

L’acne.

È una patologia che si esprime in maniera diversa in base al soggetto. Può presentarsi più volte e ogni volta variare le caratteristiche. Può cambiare zona di pelle colpita, l’estensione e l’intensità, ma soprattutto il modo di viverla da parte di chi ne soffre. Non cambia invece il tipo di disturbo, il fastidioso brufolo vissuto come problema estetico e di conseguenza ostacolo di una relazione, in particolare durante l’adolescenza. Si tratta quindi di una manifestazione cutanea che si porta dietro un’intensa dose di emotività.
Quando è sul volto denota un rifiuto proprio della persona.
Nel periodo di pubertà la sessualità esplode nell’uomo, ma nella maggior parte dei casi viene repressa. Un conflitto che emerge a livello cutaneo e questo non sorprende perché, come già detto, la pelle è l’organo del tatto.

Ruolo importante nella formazione di brufoli ce l’hanno gli androgeni tra cui il testosterone, ovvero l’ormone sessuale maschile, presente in minore quantità anche nella donna.
Nella pelle acneica aumenta il loro utilizzo, soprattutto da parte dei follicoli piliferi. Questi ultimi vengono tappati dal “sebo”, componente fondamentale dei comedoni.
L’acne si presenta nelle zone del corpo seborroiche e nella fase della vita in cui le ghiandole sebacee sono più attive: la pubertà, appunto.

Può insorgere anche in età tardiva e può indicare situazioni di stress e stanchezza.

Eczema.

È un’affezione eritemo-vescicolosa molto spesso connessa alla paura, all’insicurezza, all’ansia, all’incertezza.
La cute entra in modalità “allarme” come reazione a sostanze irritanti interne o esterne, a qualcosa di pericoloso, di non gradito, qualcosa da espellere.
La pelle si arrossa, brucia e squama, esprimendo il tentativo di portar fuori una componente “calda”, ovvero un “fuoco” che rappresenta tutte le passioni che appaiono vere e proprie “trasgressioni”.
Anche qui quindi si parla di conflitto, se la pelle screpola e, lacerandosi, sanguina può esprimere la sensazione di sentirsi divisi in due, con conseguente perdita di gioia. Si può manifestare anche nei bambini, nel caso in cui l’ambiente familiare è teso e ricco di litigi, creando uno stato di ansia e di insicurezza nel bambino.

Mentre la psoriasi compare nelle persone che pensano di non avere la capacità di mostrare affetto e di dare e manifesta delusione (qui la pelle si squama in maniera progressiva esprimendo dolore, creando quindi una sorta di corazza a protezione), l’eczema rappresenta una battaglia legata alla sessualità, con conseguente repulsione verso tutto ciò che coinvolge parti più vergognose, considerate sporche.

Difficoltà al cambiamento.
Difficoltà ad esibire emotività.
Desiderio inconscio di carezze e amore.
Difficoltà ad esprimere l’istinto aggressivo.

Come prendersi cura della pelle.

Ho parlato solo di alcune disturbi che possono colpire la pelle, alcuni messaggi che lei ti manda in risposta a qualche disagio, soprattutto quando ansia, stress, paura, tensione che sono le emozioni scatenanti.
Devi, inoltre, sapere che almeno l’ottanta percento dei disturbi che colpiscono la pelle derivano dalla psiche.
Possiamo quindi dire che, a seconda del tipo di pelle e della sua patologia, possiamo prenderci cura di lei in modo differente.
Dall’interno, curando quindi le nostre emozioni, attraverso, ad esempio la floriterapia. Dall’esterno con applicazione di creme appositamente studiate e aromaterapia.

Ascoltiamo le nostre emozioni, riconosciamole e, imparando a gestirle, miglioreremo il nostro benessere e alla nostra pelle gioverà.

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La pelle parla di noi, lo sapevi? Esprime quello che siamo, come viviamo la nostra vita. È la tela della nostra anima.

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